Camping LA FOCE *** - Rocca San Giovanni (Ch)
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Costa dei trabocchi
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Feste e Sagre
S.S. 16 Adriatica, Km. 484,300
66020 Rocca San Giovanni (Ch)
Tel. e Fax 0872.609110

Anticamente unica fonte di sostentamento per numerose antiche famiglie. Oggi delle opere da conservare. Costruzioni semplici, che, sfruttando elementari tecniche di incastri e contrappesi, hanno sempre vinto i furiosi attacchi del mare. I Trabocchi sono diventati parte integrante della coreografia della nostra costa; l'alto costo per la loro manutenzione, stava portando, qualche anno fa, ad un loro principio di estinzione, fortunatamente la Regione Abruzzo, sotto la pressione di molte persone appassionate di queste vere opere d'arte, è intervenuta con sovvenzioni e agevolazioni, salvandoli  momentaneamente dal degrado.

Uno dei più grandi appassionati e fervente sostenitore della loro salvaguardia e che, da oltre cinquanta anni svolge ricerche sulle origini dei Trabocchi e traboccanti anche a livello nazionale, è un mio carissimo amico, il prof. Pietro Cupido. Una vera miniera di informazioni sulla nostra costa, sulle origini delle famiglie, dei dialetti, dei proverbi, delle storie tristi e quelle comiche. Di seguito riporterò alcuni passi di una sua recente pubblicazione sul periodico "D'Abruzzo" N° 53 Edizioni Menabò.

Il termine
Con accezioni variabili a seconda delle aree geografiche in cui la macchina è insediata, (Travocche, Trabucche, Traboucche, Trabbauche), è una definizione italianizzata prettamente dialettale, forse derivante dal latino «Trabs» (cfr. legno, albero, casa). Risalenti al XVIII-XIX sec., originario, secondo alcuni, dalla pesca con la nassa, uno strumento che solleva e abbassa un meccanismo composto da due antenne divergenti posizionate a prua di una imbarcazione per la pesca di cefali. Secondo altre fonti, essendo i trabocchi concentrati in zone dove si svolgevano prevalentemente attività commerciali e cantieristiche, erano costruiti ed usati da contadini e massari per la pesca di sussistenza e non per quella di profitto come avveniva invece nel ravennate (Emilia Romagna).

I materiali 
Inizialmente il legname impiegato proveniva dalle immediate vicinanze oppure era di recupero. Allo scopo di approfondire le conoscenze sul tipo di legname utilizzato, impossibili da realizzare con una indagine macroscopica per il degrado del materiale, è stato condotto uno studio xilotomico  in particolare su elementi raggiungibili di alcuni trabocchi. Ne è risultato che frequente era l’uso di essenze idonee alla paleria come castagno, oltre a pino e abete rosso, olmo e robinia; mentre le corde erano in canapa. Successivamente è prevalso l’uso di grossa paleria anche di recupero, vecchi pali di fondazione, pali per linee telefoniche e telegrafiche, stabilizzati da fili di ferro. Spesso alcuni sono stati costruiti recuperando materiali da altri trabocchi, che per le modifiche apportate dal mare alla linea di costa, necessitavano di essere spostati.

Il trabocco è una macchina da pesca formata da una struttura non fondata ma fissata in equilibrio a volte con strallo di cavi e con fissaggio di pali alla roccia, tipica della costa medio adriatica e basso tirrenica italiana. La diversa caratterizzazione della linea costiera ne ha definito la distinzione di due tipologie essenziali: quella abruzzese che si distingue per esser posizionata trasversalmente rispetto alla costa cui è collegata da passerelle; la seconda tipologia è quella garganica costruita a filo costa con piattaforma disposta longitudinalmente; e infine, nella zona di Latina, si potrebbero citare «i bilancioni», piccole macchine dedite alla pesca statica situate nelle acque senza correnti di grandi canali che sboccano al mare, e «le padelle», una sorta di sbarramento mobile impiegato nei cordoni di dune lungo il litorale di Ravenna fin dal XIV, con capanno adiacente.

(Tratto da:  "I Trabocchi"
di: P. Barone-L. Marino O.Pignatelli, Macchine da pesca della costa adriatica, CIERRE edizioni, 1999 Sommacampagna